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Programmi del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania

Cari studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche, da poco più di un mese il nostro Dipartimento ha un nuovo Direttore -il Prof. Giancarlo Magnano San Lio- il quale ha delegato me e il Prof. Davide Bennato al sito del Dipartimento e alla comunicazione.
Come primo segnale di attenzione alle vostre esigenze abbiamo messo in Rete da ieri i programmi dell’anno accademico 2013-2014, anche per aiutarvi a scegliere le materie da frequentare e da preparare. Vi devo avvertire soltanto del fatto che l’indicazione del semestre di svolgimento delle lezioni è ancora provvisoria. Tutto il resto -crediti, contenuti dei corsi e testi da studiare- è invece definitivo.
Io e il Prof. Bennato non vi nascondiamo che all’inizio ci saranno delle difficoltà nel rendere più efficace la comunicazione ma vi assicuriamo che faremo di tutto per riuscirci.
Ringraziamo le Dott.sse Teresa Cunsolo e Cecilia Castana e i Signori Enzo Ierna e Rosy Fiamingo per la disponibilità con la quale si sono adoperati al fine di pubblicare i programmi, che potete trovare qui:

Lauree triennali

Lauree magistrali

Cordiali saluti e buono studio, anche a nome del Direttore Magnano e del Prof. Bennato,
Biuso

Metamorfosi del colore

Pesce Khete.
Ludwig aus der Zeit
Ex cucine del Monastero dei Benedettini – Catania
A cura di Daniela Vasta
Sino al 27 maggio 2013

Macchie di colore denso e sparso sulla carta, a descrivere paesaggi che di primo acchito appaiono tradizionali e poi -a guardar meglio- si dissolvono, si slanciano, diventano la metamorfosi della materia nello sguardo. Nelle opere dove non si dànno figure riconducibili a qualche frammento di memoria si allarga la distesa di una colorata astrazione. Ma dappertutto si esprime e domina una geometria verticale, la gioia del colore fine a se stesso, del puro dire, del solo significare. Grandi cartoni si alternano a piccoli dipinti. La serialità di questo pittore cambia impercettibilmente a ogni movimento del corpo. L’essere di passaggio nel mondo lascia quindi traccia di sé nello spazio. Aus dem Weltraum, oltre che aus der Zeit.

 

L’oggetto amoroso

Si sono concluse oggi le lezioni del corso di Filosofia della mente dedicate al tentativo di elaborare insieme agli studenti e con l’aiuto di Meinong, Husserl, Paci, Beckett, Proust, Barthes, una teoria dell’oggetto amoroso.
Ringrazio qui pubblicamente gli studenti che hanno seguìto le lezioni con un’attenzione profonda, che si è spesso manifestata anche attraverso interrogativi e contributi sempre pertinenti e capaci di aprire nuovi itinerari alla comune riflessione.
L’oggetto amoroso è una utopia temporale, è  la volontà di possedere l’altro in ogni suo stare e muoversi nello spazio e nel tempo, rinchiudendolo nel sempre, penetrando in ogni suo labirinto e sciogliendo il frattale che è l’alterità in una retta sempre a disposizione del nostro sguardo.
L’oggetto amoroso è un oggetto linguistico prodotto dalla parola con la quale l’innamorato narra a se stesso il proprio desiderio sempre uguale e sempre rinnovato. Una delle principali figure retoriche dell’amore è la tautologia: “Ti amo perché ti amo”.
Nel contrappunto doloroso ed esaltante del sentimento, l’oggetto amoroso rimane un enigma. Ma esso è anche un oggetto innocente poiché è l’innamorato a dargli la potenza che lo caratterizza. Esso non ha colpe. L’esperienza d’amore è infatti anche un dramma ermeneutico, nel quale ci infliggiamo da soli delle torture che attribuiamo all’altro.
L’oggetto amoroso è sempre raggiunto e sempre desiderato poiché è un oggetto semantico, una pienezza di significati nella quale si cede tutto di se stessi. È una “cosa mentale”, come Leonardo dice della pittura. È un oggetto iconico, un’immagine costruita dal corpomente. Immagine che si installa come pienezza del tempo, come inquietudine di un’attesa che in realtà non avrà mai fine. La struttura iconica e mentale dell’Altro diventa la cosa stessa poiché il soggetto amoroso è un soggetto creatore. Anche nei momenti più appassionati, dolci e sereni l’Altro rimane una nostra invenzione, è l’entità che ci concilia con la morte e dunque con noi stessi. Anche per questo l’esperienza d’amore è così esaltante. Poter trasformare la tragedia ermeneutica nella pienezza dell’istante –Kairós– è la ragione per la quale torniamo sempre a innamorarci.
Abbiamo compreso la verità delle parole di Ruysbroeck: in quell’esperienza totale ci ubriachiamo di un vino che non abbiamo mai bevuto e che mai berremo.

[È possibile ascoltare una di queste lezioni sull’amore]

 

Orari delle lezioni 2013

Comunico che le lezioni di Filosofia della mente avranno inizio Lunedì 11 marzo 2013 e si svolgeranno secondo il seguente calendario:
Lunedì, ore 12-14, aula A4
Mercoledì e Venerdì, ore 10-12, aula A5 

Le lezioni di Sociologia della cultura (corso triennale di Scienze e lingue per la comunicazione) avranno inizio Martedì 12 marzo 2013 e si terranno nei giorni di:
Martedì-Giovedì, ore 10-12, aula A2

I programmi sono leggibili qui: Teoria dell’oggetto amoroso e società videocratica

Firrarello e l'Università

Pino Firrarello è un senatore del PDL che è anche sindaco di Bronte, il paese dove sono nato.
È persona sempre gentile e disponibile. Ogni tanto ne commento l’attività politica e amministrativa. Stavolta l’occasione è però inconsueta. Il senatore ha infatti scritto un libro –Un contadino al senato, prefazione di Angelino Alfano- che domani sarà presentato a Catania da alcuni docenti ed ex docenti del Dipartimento nel quale insegno.
Copio la notizia dal sito del Popolo della libertà – Coordinamento regionale Sicilia:

«Sessant’anni di vita personale e politica: “Un contadino al Senato”, edito da Giuseppe Maimone editore, è il titolo del libro autobiografico del senatore Pino Firrarello.
Il volume sarà presentato giovedì 17 gennaio alle ore 17.30, all’Hotel Excelsior di Catania. Ad introdurlo sarà il professore Gino Saitta. Presentano il professore Enrico Iachello e la professoressa Lina Scalisi dell’Università degli Studi di Catania. Modera il giornalista de La Sicilia Salvatore Scalia».

Chi volesse saperne di più su questo personaggio, può leggere alcuni dei brevi testi pubblicati su Girodivite. L’ordine è cronologico e si conclude con la mia palinodia:

Il Senatore Firrarello è comunista

Onagrocrazia

Piazza Firrarello

«Chi scrive male…»

Un Pino tra le palme

Pinopoli. Una palinodia

Altri articoli sono elencati qui.

 

Intervista a La Zanzara 3.0

La Zanzara 3.0 è il nome collettivo di un gruppo di studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.
Questi ragazzi mi hanno chiesto un’intervista che alcuni mesi fa è stata pubblicata sul loro periodico e da qualche giorno anche in Rete.
Si tratta della trascrizione di una libera conversazione su vari argomenti. Lo stile è quindi quello di una chiacchierata ma spero che la lettura di questo testo faccia capire quanto bravi siano gli studenti del Dipartimento.

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