Skip to content


Antonio Lizzadri su Chronos

Antonio Lizzadri
Recensione a Chronos. Scritti di storia della filosofia 

in Rivista di Filosofia Neo-Scolastica
Anno CXVI / Aprile-Giugno 2024 (ma uscita nel 2025)
Pagine 484-487

«Il volume rappresenta pertanto una vivida testimonianza della ‘coincidenza della filosofia con la sua storia’, non nel senso di una costrizione della teoresi entro perimetri filologici, ma, al contrario, nel senso attualistico gentiliano secondo cui la storia della filosofia si dà ‘nell’atto del filosofare […]. Giacché la totalità della filosofia non consiste nella scolastica compiutezza enciclopedica delle sue parti’ (p. 293). In tal senso, il genitivo nell’espressione ‘storia della filosofia’, che compare nel titolo stesso del volume, ha una connotazione prettamente soggettiva, ovvero sembra indicare quella storia che è filosofia: per essere più espliciti, in base a tale interpretazione, la ricostruzione storico-filosofica è essenzialmente un’operazione teoretica, un atto del pensiero inscindibile dall’assunzione di un qualche criterio di sviluppo delle idee anzitutto speculativo o, più semplicemente, da ‘interessi teoretici’; come indica altrettanto chiaramente l’altra espressione che costituisce il titolo – Chronos – per Biuso, tali interessi ‘sono incentrati sulla questione del tempo e della relazione tra temporalità e metafisica’ (p. 409)»

Per una filosofia antropodecentrica

Nell’ottobre del 2022 tenni un seminario nell’Università Cattolica di Milano, dal titolo Umanità, animalità, artificio .
Ringrazio ancora Roberta Corvi per l’invito e per la sua presentazione e ringrazio Massimo Marassi per essersi soffermato su quello che da autore ritengo il mio libro più importante, Tempo e materia. Una metafisica, evidenziando la centralità della somatica del tempo anche come strumento e forma di una necessaria modestia antropologica.
Metto qui a disposizione la registrazione audio (1 ora e 20 minuti) di quanto io e i miei interlocutori discutemmo in quella piacevolissima occasione.

 

Non siamo compartimenti stagni ma soglie di coniugazione.
Non siamo strutture permanenti ma entità che emergono dal flusso temporale.
Non siamo dispositivi autarchici ma scambi di alterità con tutto ciò che delimita i nostri corpi e che però li forma, li plasma, li nutre, li guida nell’ambiente, li significa nei simboli, li rende vivi, splendidi, mortali.
Non siamo freddezze che osservano il mondo, siamo invece bisogni che lo desiderano. Siamo cura verso noi stessi e verso gli altri, siamo reciproche coniugazioni di necessità e di doni. Siamo, in una parola, Mitsein.

Animali cibernetici

Lunedì 24 ottobre 2022 dalle 9,30 alle 11,30 terrò una conferenza all’Università Cattolica di Milano (Aula G.016), dal titolo Umanità, animalità, artificio. A invitarmi è stata la Prof.ssa Roberta Corvi, ordinario di Filosofia teoretica nell’Ateneo milanese.

L’umanità è un dispositivo biologico, poietico, ibridato e quindi insieme naturale e culturale. L’animalità è l’universale biologico e ontologico che comprende ogni vivente, umano compreso. L’artificio è il modo nel quale alcuni animali si rapportano al loro mondo/ambiente.
Anche perché costituito dalla convergenza di tecnica e biologia, l’umano è apertura alla Differenza. L’Altro è il conspecifico, l’Altro è l’animale, l’Altro è la macchina, l’Altro è il dio. L’umano è una molteplicità nella quale il dominio del soggetto antropocentrato è un’illusione rispetto al rizoma della persona incarnata nel mondo e ibridata con esso. Antroposfera, zoosfera, tecnosfera e teosfera costituiscono le dimensioni nelle quali nasce, gorgoglia e splende l’esserci.

 

Vai alla barra degli strumenti