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Algocrazia

Mercoledì 9 maggio 2018 alle 17,30 nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini di Catania parlerò di Tecnologie del vedere. Infosfera e social network.
L’incontro fa parte del Med Photo Fest 2018.
Pubblico il programma completo delle iniziative che si svolgeranno in Dipartimento e l’abstract del mio intervento.

 

Abstract

Nel XXI secolo individui e collettività si muovono dentro una infosfera che è diventata parte fondamentale dei luoghi e delle relazioni concettuali e politiche. La comunicazione va progressivamente perdendo il proprio corpo, con la conseguenza di generare interazioni sociali di forma radicalmente nuova. Sino a che punto le menti umane sono padrone di questo spazio inedito e complesso? Social network, strumenti informatici, cellulari, costituiscono il campo d’azione e lo strumento di un controllo pervasivo il cui fine è coincidere con il soggetto e con il suo tempo di vita. Monitor di tutte le dimensioni trasformano l’atto del guardare nelle tecnologie dell’essere visti, scrutati, profilati, controllati, venduti. Siamo diventati l’immagine dietro e dentro la quale non ci sono più corpi ma algoritmi. Qual è e quale può essere la funzione della fotografia all’interno di questa algocrazia?

 

Comunicazione

«Ignorano sempre più la lettura, che richiede un autentico giudizio a ogni riga; e che è l’unica attività che permette di accedere alla vasta esperienza umana prespettacolare. Perché la conversazione è quasi morta, e presto lo saranno molti di quelli che sapevano parlare»
(Guy Debord, Commentari alla Società dello Spettacolo, Baldini & Castoldi 2002, § X, p. 207)

Venerdì 17 novembre 2017 alle 18,00 nel Palazzo S. Anna, sede del Liceo Convitto di Modica, terrò una conferenza dal titolo La solitudine di Internet. Facebook, WhatsApp e la comunicazione immaginaria.
È il primo incontro di un ciclo dedicato al tema della comunicazione.

Abstract
Siamo sempre connessi e siamo sempre soli, con in mano il nostro dispositivo di comunicazione universale. Come si spiega questa contraddizione? Essa è una delle tante che intridono le relazioni tra esseri umani nel XXI secolo ed è una delle più pervasive, toccando persone di ogni età, cultura, condizione economica.
Anche in questo caso la riflessione filosofica può aiutarci ad andare oltre le apparenze, al di là di giudizi moralistici o di prospettive soltanto tecnologiche, per cogliere nel trionfo contemporaneo dei Social Network l’ennesima conferma del nostro essere Ζῷον λογιστικόν e πολιτικόν, animali che parlano e vivono insieme, che vivono insieme perché comunicano.

Intervista sulla tecnica

Il sito SoloTablet mi ha chiesto un’intervista sulle tecnologie della Rete, sui Social Network e, in generale, sulla tecnica. È stata pubblicata lo scorso 21 marzo con il titolo Il Grande Fratello non ci guarda, siamo noi che lo guardiamo e tuttavia ne veniamo dominati.

«Il Mi piace di Facebook è la carota che si accompagna al bastone dell’insignificanza della quale si viene minacciati se non ci si sottopone a tali riti, è l’inesistenza stessa, che dal piano di un’ontologia materica è passata a quello di un’ontologia digitale che sta a fondamento di un “impero virtuale”. Ciò che sta succedendo sembra confermare le intuizioni heideggeriane sulla natura non neutrale della tecnica, sul suo costituire l’espressione di una struttura ontologica che si incarna certamente in opere e manufatti ma non è a essi riducibile; vengono confermate le tesi sul pericolo che la tecnica rappresenta quando il suo sviluppo è lasciato a se stesso o, per meglio dire, agli interessi politici che lo muovono».

Lezioni 2017

Lunedì 13 marzo avranno inizio le lezioni dei tre corsi che svolgerò nel 2017 nel Dipartimento di Scienze umanistiche di Unict.
Riassumo qui i loro titoli e i testi che analizzeremo. Lo faccio per comodità degli studenti e per informazione di quanti vorranno assistervi. Una delle caratteristiche più belle e democratiche dell’Università italiana (altrove non funziona così) è infatti che tutti i cittadini possono partecipare alle lezioni, che l’accesso è gratuito, che non è necessario mostrare iscrizioni, tessere, autorizzazioni.
Chiunque vorrà parlare di filosofia e di altro sarà il benvenuto.

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FILOSOFIA TEORETICA
(Corso triennale di Filosofia – aule e orario delle lezioni)
TEORIA GENERALE DEL TEMPO COME IDENTITÀ E DIFFERENZA

Antonio Cimino, Ontologia, storia, temporalità. Heidegger, Platone e l’essenza della filosofia, Edizioni Ets 2005
Platone, Sofista (qualunque edizione con testo greco a fronte)
Martin Heidegger, Il ‘Sofista’ di Platone, Adelphi 2013, §§ 33-80
Alberto Giovanni Biuso, Aión. Teoria generale del tempo, Villaggio Maori Edizioni 2016

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SOCIOLOGIA DELLA CULTURA
(Corso triennale di Filosofia – aula e orario delle lezioni)
SOCIAL NETWORK E DOMINIO

Rocco De Biasi, Che cos’è la Sociologia della cultura, Carocci 2008
Guy Debord, Commentari alla società dello spettacolo, in La Società dello Spettacolo, Baldini & Castoldi 2013, pp. 185-248
Cristoph Türcke, La società eccitata. Filosofia della sensazione, Bollati Boringhieri 2012: Premessa e capitolo 1
Renato Curcio, L’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2015
Giuseppe Frazzetto, Epico Caotico. Videogiochi e altre mitologie tecnologiche, Premessa e 6 capitoli: Playing Class Hero; Altri pianeti, altre vite;  Gioco e mobilitazione della vita; Di macchine e animali; Selfie e altri punti di vista; Miti Wikipedia. Fausto Lupetti Editore 2015
Alberto Giovanni Biuso, «La società videocratica», in L’anarchismo oggi. Un pensiero necessario – Libertaria 2014

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FILOSOFIA DELLA MENTE
(Corso magistrale di Scienze filosofiche – aule e orario delle lezioni)
LA MENTE, IL CORPO E IL BELLO. MODELLI GRECI

Alberto Giovanni Biuso, La mente temporale. Corpo Mondo Artificio, Carocci 2009 (capp. 1 e 2, Una storia della mente – Il corpo dentro il mondo)
Anthony A. Long, La mente, l’anima, il corpo. Modelli greci, Einaudi 2016
Bruno Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, Einaudi 2002 (Introduzione e capitoli I-VIII)
Friedrich W. Nietzsche, La nascita della tragedia dallo spirito della musica, Adelphi
Alberto Giovanni Biuso, «Abbiamo l’arte per non naufragare nella verità». Sull’estetica dionisiaca di Nietzsche, in Koiné, Anno XIV – nn. 1-4, Gennaio/Dicembre 2007

Malinconia / Sadismo

Lo chiamavano Jeeg Robot
di Gabriele Mainetti
Italia, 2015
Con: Claudio Santamaria (Enzo), Luca Marinelli (Zingaro), Ilenia Pastorelli (Alessia), Antonia Trupo (Nunzia)
Trailer del film

Enzo fugge dai poliziotti tra i vicoli di Roma. Si nasconde nel Tevere ma uno dei bidoni sui quali poggia si rompe e lui vi precipita dentro. Quando ne riemerge è sporco di una sostanza viscida, nera. A poco a poco si accorge di aver acquisito una forza fisica davvero fuori dell’ordinario. La dovrà utilizzare per difendere Alessia -la sua vicina fragile e bambina, che pensa di vivere nel mondo dei cartoni animati giapponesi- dalle insidie di un gruppo di criminali guidati dallo Zingaro. Alessia gli ripete di continuo che lui è il supereroe Jeeg Robot e la sua missione è salvare l’umanità.
Una favola che ripete l’antico scontro tra il bene e il male ma nella quale per fortuna il ‘buono’ è un piccolo bandito dalla vita squallidissima, che si muove nel mondo con uno sguardo spento, malinconico e sperduto. I cattivi sono davvero cattivi, specialmente lo Zingaro, un autentico sadico. I poliziotti sono ambigui e su tutto domina il bisogno mediatico di farsi conoscere, di diventare ‘famosi’ con la televisione, con i video, con youtube.
Lo chiamavano Jeeg Robot deve gran parte della sua efficacia a Claudio Santamaria e a Luca Marinelli. I due attori, infatti, riescono a dare plausibilità a una storia così lontana dal tessuto reale dei giorni. Come sempre, lo stile è il film. E qui lo stile non è banale.

Programmi dell’anno accademico 2016-2017

Nell’a.a. 2016-2017 insegnerò Filosofia teoretica, Filosofia della mente e Sociologia della cultura.
Pubblico qui i programmi che svolgerò, inserendo i link al sito del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania per tutte le altre (importanti) informazioni.

Filosofia teoretica
Teoria generale del tempo come Identità e Differenza

Antonio Cimino, Ontologia, storia, temporalità. Heidegger, Platone e l’essenza della filosofia, Edizioni Ets 2005
Platone, Sofista (qualunque edizione con testo greco a fronte; preferibilmente l’edizione curata da Bruno Centrone, Einaudi 2008)
Martin Heidegger, Il ‘Sofista’ di Platone, Adelphi 2013, paragrafi 33-80, pp. 259-600
Alberto Giovanni Biuso, Aiòn. Teoria generale del tempo, Villaggio Maori Edizioni 2016

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Filosofia della mente
La mente, il corpo e il bello. Modelli greci

Alberto Giovanni BiusoLa mente temporale. Corpo Mondo Artificio, Carocci, 2009 (capp. 1 e 2, Una storia della mente – Il corpo dentro il mondo)
Bruno SnellLa cultura greca e le origini del pensiero europeo, Einaudi 2002 (Introduzione e capp. I-VIII)
Anthony A. LongLa mente, l’anima, il corpo. Modelli greci, Einaudi 2016
Friedrich W. NietzscheLa nascita della tragedia dallo spirito della musica, Adelphi
Alberto Giovanni Biuso«Abbiamo l’arte per non naufragare nella verità». Sull’estetica dionisiaca di Nietzsche, in «Koiné», Anno XIV – NN. 1-4, Gennaio/Dicembre 2007

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Sociologia della cultura
Social Network e dominio

Rocco De BiasiChe cos’è la Sociologia della cultura, Carocci 2008.
Guy DebordCommentari alla società dello spettacolo, in «La Società dello Spettacolo», Baldini & Castoldi 2013, pp. 185-248.
Christoph TürckeLa società eccitata. Filosofia della sensazione, Bollati Boringhieri 2012: premessa e capitolo 1 (pp. 9-97).
Renato CurcioL’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2015.
Giuseppe FrazzettoEpico Caotico. Videogiochi e altre mitologie tecnologiche, Fausto Lupetti Editore 2015, Premessa e capitoli: Playing Class Hero; Altri pianeti, altre vite; Gioco e mobilitazione della vita; Di macchine e animali; Selfie e altri punti di vista; Miti Wikipedia.
Alberto Giovanni Biuso, «La società videocratica», in L’anarchismo oggi. Un pensiero necessario – Libertaria 2014, pp. 66-71.

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