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Federico Nicolosi su Tempo e materia

Federico Nicolosi
Recensione a Tempo e materia. Una metafisica
il Pequod, anno V, n. 10, dicembre 2024
Pagine 137-142

«La metafisica di Biuso, radicalmente materialistica e antropodecentrica, si propone così di ‘comprendere ciò che siamo dentro l’intero che noi non siamo’, non subordinando solipsisticamente l’essere (existentia) degli enti al loro mero esser-conosciuti da un umano, bensì al contrario sforzandosi di comprenderli nella struttura diveniente e pur immutabile da cui di volta in volta si staccano rendendosi accessibili a un corpomente conoscente.
Questa struttura si chiama Tempo, o parimenti (e forse più correttamente) esseretempo; la condizione del suo darsi è quell’incessante, ineliminabile e sempre dinamico attrito tra identità e differenza che senza sosta anima il presentarsi e lo scomparire degli enti dal mondo, ovvero il loro emergere (come differenza) dall’Intero e il loro rientrarvi, mutando forma e a un tempo rimanendo ciò che sono».

[L’immagine (NASA/ESA Hubble Space Telescope) raffigura la nebulosa Westerlund 2, al cui centro si trova un magnifico ammasso stellare. Questo è il tempo, questa è la materia]

Un’ignoranza politicamente corretta

Giovedì 27 marzo 2025 alle 16.00 nella Sala rotonda del Coro di Notte del Disum di Catania parleremo del mio Ždanov. Sul politicamente corretto  e del libro di Davide Miccione La congiura degli ignoranti. Note sulla distruzione della cultura.
A discuterne saranno Francesco Coniglione, Fernando Gioviale ed Enrico Palma. L’evento è organizzato dall’Associazione Studenti di Filosofia Unict (ASFU).

«Una scuola realmente democratica dovrebbe invece essere capace di selezionare la classe dirigente attraverso criteri non di padrinaggio politico, di appartenenza ideologica o di fortuna familiare ma di merito personale, competenza e volontà. Regalando a tutti dei diplomi e delle lauree frutto di un insegnamento dequalificato e superficiale – e quindi inutile –, i “riformatori” all’opera in questi anni stanno confermando in realtà la sostanza vecchia e classista dei loro progetti, la quale si esprime anche nella Società dello spettacolo diventata la Società dell’ignoranza. Un’ignoranza che non sa di esserlo o che persino si vanta di esserlo. Molte persone ritengono infatti del tutto normale rinunciare ai fondamenti del pensiero argomentativo, quello che cerca di dimostrare ciò che si afferma, a favore di una esposizione fondata sul sentito dire delle piattaforme digitali, sul principio di autorità, su impressionismi psicologici, su ricatti sentimentali volti a emotivizzare le decisioni e le azioni, invece di razionalizzarle, su una comunicazione aggressiva, sull’omologazione pervasiva e schiavile del politicamente corretto. Anche e soprattutto in questo consiste la dissoluzione della scuola e dell’università» (Ždanov, p. 103).

«Tutto ciò che negli ultimi millenni abbiamo considerato come cultura scompare dalla mente della maggioranza dei contemporanei, si dilegua senza neppure fare rumore: che sia il senso della ricchezza della lingua e la sua conoscenza o la capacità di coltivare la dimensione teorica e non immediatamente riducibile alla sua pratica utilizzazione; che sia l’articolata e raffinata capacità di concettualizzare ciò che ci accade o di storicizzare ciò che vediamo vagliandolo.

Basterebbe ridare a questi professori spazio per fare, togliere loro le mansioni inutili, non pensare a loro come impiegati da controllare. Basterebbe fare della scuola luogo di pensiero, discussione, ricerca e non l’ennesimo ramo di un capitalismo della vigilanza che si fa sempre più grottesco. […] Se seguiamo questo filo (quello della comunità intellettuale riunita per la crescita delle nuove generazioni) molte cose oggi appaiono deliranti, superflue, nocive e molti elementi appaiono mancanti»
(La congiura degli ignoranti, p. 25 e pp. 93-94).

Il tempo, un limpido enigma

Su invito della Prof.ssa Sara Lo Faro e delle colleghe di filosofia del Liceo Classico Bonaventura Secusio di Caltagirone, giovedì 20 marzo 2025 alle 11.00 terrò un incontro con gli studenti sul tema del tempo.
Il tempo è un enigma, ma è un limpido enigma. Il tempo è numero ed è anche durata; è interiorità ed è corpo; è convenzione ed è storia; è una struttura sociale ed è una potenza metafisica. Il tempo è unitario e molteplice.
Il tempo è una danza delle stelle, «χορείας δὲ τούτων αὐτῶν καὶ παραβολὰς ἀλλήλων» (Platone, Timeo, 40c) ed è un’apertura al futuro che sul fondamento di quanto è accaduto genera il presente.
Come Aristotele afferma dell’essere, anche il tempo si dice dunque in molti modi, πολλαχῶς.

 

Logos

LOGOS
Scritti di estetica e letteratura
Mimesis Editore, Milano-Udine 2025
«Percorsi di confine, 40»
Pagine 444
€ 38,00

Risvolto di copertina
«Al di là di ogni distinzione troppo netta tra i saperi, tutte le scienze hanno al loro cuore la parola. Il lavoro filosofico è dunque sempre anche una ricerca espressiva, che diventa in questo libro teoria estetica, indagine sulle narrazioni, analisi di miti e di figure, studio delle immagini e della loro potenza tra gli umani. E diventa parola letteraria. Questo accade non soltanto nel racconto che chiude il volume ma anche in tutta la sezione dedicata alle arti visuali, che costituisce una narrazione sul tempo, sulla finitudine, sul limite intrinseco a ogni essere e agire dell’umano.
Logos è un libro che dà conforto dentro questa finitudine ed è un libro implacabile nell’indicare il nulla da cui si proviene, il niente verso il quale si va. È dunque una meditazione platonica che mentre accoglie l’inevitabile sorride alla bellezza della quale il mondo è intriso e che lo sguardo del filosofo sa comunicare»

Scheda sul sito dell’editore

INDICE

I Linguaggio ed estetica
1 Il λόγος come dimora / mondo
2 Λόγος ed estetica in Nietzsche
3 Solitudine e comunità, una prospettiva estetica
4 Tra filosofia e letteratura
5 L’arte contemporanea come festa e mobilitazione
6 Sull’apocalisse estetica

II Concetti e figure
1 Apollo / Forma
2 Dioniso e il suo mito
3 La Sicilia, enigma greco
4 Il fiume, l’amore, la morte
5 Pilato, il Sacro
6 Arte e scienza barocche
7 bbook, materia e forma
8 Arte e ibridazione

III Letteratura
1 Eschilo
2 Euripide
3 Ovidio, metamorfosi
4 Ovidio: seduzione e felicità
5 Leopardi
6 Verga, la letteratura come antropologia
7 Album Proust
8 Proust, l’omerico
9 Beckett/Proust
10 Céline, gli umani, la medicina
11 Céline, sulla guerra, contro la guerra
12 Il disincanto gnostico di Albert Camus
13 Savoca / Ungaretti
14 Pavese pagano
15 Gadda. «Barocco è il mondo»
16 Pasolini contemporaneo
17 Il mare e la morte nell’opera di Stefano D’Arrigo
18 Sciascia, lo spinoziano di Sicilia
19 Retablo
20 Il Mediterraneo di Vincenzo Consolo e quello della storia
21 Il mito come storia. Cinque drammi di Friedrich Dürrenmatt
22 D’Ascola. Del suo Stile
23 La poesia mistica di Eugenio Mazzarella

IV Arti visuali
1 Robert Mapplethorpe. Il corpo come forma
2 Martin Bogren. Il silenzio della luce
3 Kamil Vojnar. Il Tempo, la Morte
4 Kim Boske. Verde / Intrico
5 Ninni Romeo. Nel Tempo
6 Catherine Balet. Navigare nella nostra solitudine
7 Nicolas Descottes. Materia
8 Jennifer Thoreson. Dissonanza e proliferazione
9 Vivian Maier. Assenza
10 Claudius Schulze. ὕβρις
11 Jamie Diamond – Elena Dorfman. Creature proustiane
12 George Marazakis. Dentro il mondo
13 Montserrat Diaz Mora. Il corpotempo
14 Tamas Deszö.  Epilogo?
15 Franco Carlisi. Sciauru
16 Angelika Kollin. I corpi delle donne
17 Pierluigi Ciambra. L’infanzia, la morte
18 Carlo Traini. Il corpo nello spazio
19 Aldo Palazzolo. Dissolvenza e luce
20 Nicola Buonomo. I luoghi, la gioia
21 Euripide a Siracusa
22 Volti della memoria. Corpi e luce nell’opera di Dario Marzola
23 Il «Remplacement» di Robert Doisneau
24 I Rinascimenti di Bill Viola
25 Attilio Scimone. La terra metafisica
26 Kubrick gnostico

Appendice
Di stelle e di buio. Un racconto

Indicazioni bibliografiche
Indice dei nomi
Nota al testo

Antonio Lizzadri su Chronos

Antonio Lizzadri
Recensione a Chronos. Scritti di storia della filosofia 

in Rivista di Filosofia Neo-Scolastica
Anno CXVI / Aprile-Giugno 2024 (ma uscita nel 2025)
Pagine 484-487

«Il volume rappresenta pertanto una vivida testimonianza della ‘coincidenza della filosofia con la sua storia’, non nel senso di una costrizione della teoresi entro perimetri filologici, ma, al contrario, nel senso attualistico gentiliano secondo cui la storia della filosofia si dà ‘nell’atto del filosofare […]. Giacché la totalità della filosofia non consiste nella scolastica compiutezza enciclopedica delle sue parti’ (p. 293). In tal senso, il genitivo nell’espressione ‘storia della filosofia’, che compare nel titolo stesso del volume, ha una connotazione prettamente soggettiva, ovvero sembra indicare quella storia che è filosofia: per essere più espliciti, in base a tale interpretazione, la ricostruzione storico-filosofica è essenzialmente un’operazione teoretica, un atto del pensiero inscindibile dall’assunzione di un qualche criterio di sviluppo delle idee anzitutto speculativo o, più semplicemente, da ‘interessi teoretici’; come indica altrettanto chiaramente l’altra espressione che costituisce il titolo – Chronos – per Biuso, tali interessi ‘sono incentrati sulla questione del tempo e della relazione tra temporalità e metafisica’ (p. 409)»

Un paradigma ontocentrico

Prefazione a:
È il nascere che non ci voleva
Storia e teoria dell’Antinatalismo

di Sarah Dierna
Mimesis 2025
Collana «Eterotopie», pp. 358
Pagine 11-16

Quarta di copertina:
«Il tema che questo libro affronta è certamente antico: il senso e il significato dello stare al mondo. E tuttavia i concetti analizzati, le modalità di indagine, la prospettiva dalla quale la questione viene posta, discussa, affrontata e risolta sono nuovi. Essi costituiscono anche il risultato della rottura dei confini disciplinari, di specialismi spesso utili ma altre volte sterili, di uno sguardo sull’umanità e sulla storia disincantato e insieme partecipe. La prospettiva antropodecentrica proposta da Sarah Dierna si fonda sulla distanza, sulla necessità di affrontare l’Antinatalismo sine ira et studio e con una pluralità di riferimenti alla storia della cultura, alla storia delle religioni, alle letterature e alla filosofia. Prospettive che vengono articolate in un percorso, dai Greci sino al XXI secolo, che impressiona per la ricchezza dei riferimenti, per la sobrietà dell’argomentare, per la chiarezza e la plausibilità di concetti e pratiche che si aprono a ulteriori sviluppi».

Aggiungo che la tesi filosofica che va sotto il nome di Antinatalismo riceve in questo libro (per la prima volta in Italia) una sistematizzazione che è insieme storica e concettuale. In tal modo Sarah Dierna offre al dibattito culturale, etico e antropologico un contributo di sicuro valore scientifico e di grande fecondità teoretica.

Il tempo si dice in molti modi

Lo scorso 31.10.2024 tenni un seminario (a distanza) nell’ambito del PRIN  Synchronized with Nature. Measuring time in ancient Egypt and Mesopotamia: archaeological and textual evidence. Il titolo era COMPUTUS. Tempo storico e molteplicità del tempo. In quell’occasione ci soffermammo quasi esclusivamente sulle diverse forme del computus, del calcolo del tempo nelle diverse civiltà, epoche e culture europee.
La seconda parte del seminario si svolgerà il prossimo giovedì, 16 gennaio 2025.
Parleremo di come il tempo si dica appunto in molti modi, costituisca una realtà pervasiva e molteplice.
Presenterò (brevemente) nove forme del tempo: cosmico, fisico, convenzionale, sociale, psicologico, somatico, genetico, antropologico e il tempo/temporalità.
Spero che la definizione di queste forme ci faccia meglio comprendere che l’essere umano è tempo incarnato; il corpomente è la consapevolezza dell’essere noi stessi tempo: «L’esserci, compreso nella sua estrema possibilità d’essere, è il tempo stesso, e non è nel tempo» (Heidegger). Una tesi come questa non esprime un primato coscienzialistico sulla temporalità ma la costitutiva temporalità del nostro essere, che fuori dal tempo è letteralmente incomprensibile, indicibile, inesistente.
Che l’umano sia un grumo temporale non vuol dire che il tempo si risolva in noi ma, al contrario, che siamo noi a risolverci nel tempo, il quale «è la sostanza di cui son fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco» (Borges)

Il link per partecipare è: https://meet.google.com/bwb-rjyn-vmh
In questa locandina si può leggere il programma completo dei seminari, che sono pubblici.

[L’immagine di apertura è una fotografia della galassia M104 / NGC 4594, denominata Sombrero, distante dalla Terra 29,5 milioni di anni luce]

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