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Dal lutto e dalla gloria

Attilio Scimone / La memoria della terra
in
Gente di fotografia
Anno XXIII, n. 68, agosto 2017
Pagine 56-61

«Tra le erbe, i silenzi, i graffi e le onde si staglia finalmente la bellezza. La bellezza per antonomasia, la bellezza paradigma, la bellezza che ci turba, ci avvolge, ci vince e fa felici. La bellezza della donna. Multiverso le raccoglie, queste donne. Le raccoglie mentre sinuose avanzano coi tacchi dentro il grano o elegantissime sembrano supplicare la loro stessa pacata gloria. Le raccoglie mentre posano distanti dallo sguardo e dal desiderio del fotografo e mentre avvolte nel nero arcaico di Sicilia si accingono a riempire di sé i luoghi, la pellicola, le voglie, la memoria»

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L’arte

Ho inserito su Dropbox il file audio (ascoltabile e scaricabile sui propri dispositivi) della lezione di Filosofia della mente del 19 maggio 2017 nella quale è stato letto e commentato il mio saggio «Abbiamo l’arte per non naufragare nella verità». Sull’estetica dionisiaca di Nietzsche («Koiné», Anno XIV – nn. 1-4, Gennaio/Dicembre 2007).
Tra i temi affrontati: il corpomente plurale; il fatalismo gioioso; una razionalità nomade e dionisiaca; la forma e le condizioni del bello; Wagner, le scienze e le masse; l’essere e il divenire; «il minuto più tracotante e menzognero della storia del mondo»; il mito del dato e l’osservazione carica di teoria; l’invenzione della fotografia e l’arte come risignificazione; la Critica del Giudizio, Marcel Duchamp e Piero Manzoni; Olimpiodoro il Giovane; …la tristezza degli studenti per l’ultima lezione del biennio magistrale -e dunque della loro carriera- ma anche un pomeriggio insieme a Siracusa 🙂
La registrazione ha una durata piuttosto lunga (1.52 minuti) perché non è stata interrotta nei minuti di intervallo, durante i quali abbiamo continuato a discutere. Nell’ultima ora il dialogo con gli studenti si fa serrato.
Forse è questo il documento audio nel quale meglio si può percepire come cerco di insegnare e quanto sia decisivo il contributo sempre intelligente dei miei allievi.

[Ringrazio la Dott.ssa Ana Victoria Guarrera per la registrazione di questa e di altre lezioni del Corso di Filosofia della mente 2016-2017]

Augenblick

Der Augenblick
Zeit und ästhetische Erfahrung bei Kant, Hegel, Nietzsche und Heidegger mit einem Exkurs zu Proust
di Günter Wohlfart
Verlag Karl Alber
Freiburg/München 1982
Pagine 182

In queste lezioni Günter Wohlfart espone una concezione/interpretazione estetico-linguistica della temporalità, nel duplice senso per cui l’arte nasce dal tentativo di comprendere il tempo e il tempo si compie nell’istante in cui accade l’esperienza del bello («Augenblick der Erfahrung des Schönen», p. 16).
I dispositivi concettuali attraverso i quali si tenta di cogliere tale dinamica in Kant, Hegel, Nietzsche, Heidegger e Proust sono l’unità delle forme temporali (passato, presente e futuro) e l’ἐξαίφνης, l’improvvisa comprensione del tempo nella mente. Ciò fa del tempo una vera e propria epifania, un’esperienza di claritas della mente. Questo è il Kαιρός la pienezza del tempo. Pienezza che traluce, senza però ancora esserlo, nel Kρόνος e nell’Aἰών.
Come somma di ‘ora’ che si aggiungono all’ ‘ora’ e poi a un altro ora, il tempo è per Hegel cattiva infinità, è «das Schicksal des in sich nicht vollendeten Geistes» (il destino dello spirito incompiuto, 67), è tempo astratto perché è astratto presente che non coglie mai se stesso in una pienezza che non rinvii sempre ad altro. Il tempo concreto è invece la vera infinità dell’ora che è ora è basta, dell’Io che è uguale a se stesso «im Sinne der absoluten Vernunftidentität» (nel senso dell’assoluta identità della Ragione, 89). In tale identità razionale dell’Io con se stesso si dà, si comprende e si esplica per Hegel il presente come καιρός, «‘das Jetzt ohne Vor und Nach’, das alle Unterschiede der Zeit in sich enthält» (il presente, l’istante-ora senza un prima e un poi, che in sé contiene tutte le differenze temporali, 69)
La parola che in Nietzsche dice καιρός è amor fati, la formula più alta della benedizione, nella quale si coniugano secondo Wohlfart il dionisiaco e l’eterno ritorno dell’identico, il dionisiaco come eterno ritorno. L’arte è quindi il tessuto della temporalità nietzscheana come temporalità del ritorno. In essa «der Augenblick der ewigen Wiederkehr ist der Augenblick der ästhetischen Epiphanie des Dionysos. […] Der Augenblick, in dem die Welt vollkommen wird, ist der Augenblick, in dem die Welt als ästhetisches Phänomen erfahren wird» (l’istante dell’eterno ritorno è l’istante dell’epifania estetica di Dioniso […] L’istante in cui il mondo è perfetto è l’istante nel quale il mondo è vissuto/esperito come fenomeno estetico, 107).
L’unità metafisica ed estetica del tempo diventa unità estatica in Sein und Zeit. Unità che Heidegger chiama Zeitlichkeit, temporalità. Avvenire, essente stato e presente non sono coniugati a posteriori in una mente o in una qualche interpretazione ma «sind gleich ursprünglich» (sono già in se stessi originari, 117). Tale unità originaria rappresenta «ein Schwerpunkt der Fundamentalontologie» (un nucleo dell’ontologia fondamentale, 123). Ontologia che in Heidegger è costitutivamente linguistica poiché si dà mondo / comprensione del mondo soltanto nel e attraverso il linguaggio, che è linguaggio del tempo nel duplice senso del genitivo: linguaggio che nel tempo accade, linguaggio nel quale il tempo parla.
Nell’Augenblick/Kαιρός «die eigentliche Zukunft heißt Vorlaufen […] Die eigentliche Gewesenheit heißt Wiederholung […] Die eigentliche Gegenwart heißt Augenblick» (il futuro autentico è precorrimento […]. L’autentico essente stato è ripetizione […] Il presente autentico è l’istante-ora, 118-120).
È in Proust che tutto questo acquista la vividezza del tempo/parola, è in Proust che l’esperienza della bellezza diventa «die Erfahrung der höchsten Aufgabe des Lebens» (l’esperienza del più alto compito della vita, 163). La memoria del corpo, la memoria involontaria, la memoria che d’improvviso (plötzlich, ἐξαίφνης) fa rinascere mondi da tazze di te, da campanili, da pavimenti sconnessi è la Mnemosyne divina, madre delle Muse e madre del linguaggio. L’opera proustiana fa splendere la parola nel tempo e il tempo nella parola.
Nel linguaggio -specialmente in quello artistico e poetico ma non soltanto in esso- l’umano dà ordine al mondo come successione di eventi. In questa unità estetica ed estatica del tempo si compie l’esistenza umana, il suo senso, il senso del morire: «Der Sinn des Daseins erfüllt sich in dem Augenblick, in dem sich die Zeit erfüllt. Es ist der Augenblick der Liebe, der der Tod gleich ist» (Il senso del vivere si compie nell’istante in cui a compiersi è il tempo. È l’istante dell’amore, identico al morire, 174). Con queste parole si chiude un percorso coerente e fascinoso dentro l’enigma della temporalità.

Lezioni 2017

Lunedì 13 marzo avranno inizio le lezioni dei tre corsi che svolgerò nel 2017 nel Dipartimento di Scienze umanistiche di Unict.
Riassumo qui i loro titoli e i testi che analizzeremo. Lo faccio per comodità degli studenti e per informazione di quanti vorranno assistervi. Una delle caratteristiche più belle e democratiche dell’Università italiana (altrove non funziona così) è infatti che tutti i cittadini possono partecipare alle lezioni, che l’accesso è gratuito, che non è necessario mostrare iscrizioni, tessere, autorizzazioni.
Chiunque vorrà parlare di filosofia e di altro sarà il benvenuto.

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FILOSOFIA TEORETICA
(Corso triennale di Filosofia – aule e orario delle lezioni)
TEORIA GENERALE DEL TEMPO COME IDENTITÀ E DIFFERENZA

Antonio Cimino, Ontologia, storia, temporalità. Heidegger, Platone e l’essenza della filosofia, Edizioni Ets 2005
Platone, Sofista (qualunque edizione con testo greco a fronte)
Martin Heidegger, Il ‘Sofista’ di Platone, Adelphi 2013, §§ 33-80
Alberto Giovanni Biuso, Aión. Teoria generale del tempo, Villaggio Maori Edizioni 2016

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SOCIOLOGIA DELLA CULTURA
(Corso triennale di Filosofia – aula e orario delle lezioni)
SOCIAL NETWORK E DOMINIO

Rocco De Biasi, Che cos’è la Sociologia della cultura, Carocci 2008
Guy Debord, Commentari alla società dello spettacolo, in La Società dello Spettacolo, Baldini & Castoldi 2013, pp. 185-248
Cristoph Türcke, La società eccitata. Filosofia della sensazione, Bollati Boringhieri 2012: Premessa e capitolo 1
Renato Curcio, L’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2015
Giuseppe Frazzetto, Epico Caotico. Videogiochi e altre mitologie tecnologiche, Premessa e 6 capitoli: Playing Class Hero; Altri pianeti, altre vite;  Gioco e mobilitazione della vita; Di macchine e animali; Selfie e altri punti di vista; Miti Wikipedia. Fausto Lupetti Editore 2015
Alberto Giovanni Biuso, «La società videocratica», in L’anarchismo oggi. Un pensiero necessario – Libertaria 2014

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FILOSOFIA DELLA MENTE
(Corso magistrale di Scienze filosofiche – aule e orario delle lezioni)
LA MENTE, IL CORPO E IL BELLO. MODELLI GRECI

Alberto Giovanni Biuso, La mente temporale. Corpo Mondo Artificio, Carocci 2009 (capp. 1 e 2, Una storia della mente – Il corpo dentro il mondo)
Anthony A. Long, La mente, l’anima, il corpo. Modelli greci, Einaudi 2016
Bruno Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, Einaudi 2002 (Introduzione e capitoli I-VIII)
Friedrich W. Nietzsche, La nascita della tragedia dallo spirito della musica, Adelphi
Alberto Giovanni Biuso, «Abbiamo l’arte per non naufragare nella verità». Sull’estetica dionisiaca di Nietzsche, in Koiné, Anno XIV – nn. 1-4, Gennaio/Dicembre 2007

Programmi dell’anno accademico 2016-2017

Nell’a.a. 2016-2017 insegnerò Filosofia teoretica, Filosofia della mente e Sociologia della cultura.
Pubblico qui i programmi che svolgerò, inserendo i link al sito del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania per tutte le altre (importanti) informazioni.

Filosofia teoretica
Teoria generale del tempo come Identità e Differenza

Antonio Cimino, Ontologia, storia, temporalità. Heidegger, Platone e l’essenza della filosofia, Edizioni Ets 2005
Platone, Sofista (qualunque edizione con testo greco a fronte; preferibilmente l’edizione curata da Bruno Centrone, Einaudi 2008)
Martin Heidegger, Il ‘Sofista’ di Platone, Adelphi 2013, paragrafi 33-80, pp. 259-600
Alberto Giovanni Biuso, Aiòn. Teoria generale del tempo, Villaggio Maori Edizioni 2016

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Filosofia della mente
La mente, il corpo e il bello. Modelli greci

Alberto Giovanni BiusoLa mente temporale. Corpo Mondo Artificio, Carocci, 2009 (capp. 1 e 2, Una storia della mente – Il corpo dentro il mondo)
Bruno SnellLa cultura greca e le origini del pensiero europeo, Einaudi 2002 (Introduzione e capp. I-VIII)
Anthony A. LongLa mente, l’anima, il corpo. Modelli greci, Einaudi 2016
Friedrich W. NietzscheLa nascita della tragedia dallo spirito della musica, Adelphi
Alberto Giovanni Biuso«Abbiamo l’arte per non naufragare nella verità». Sull’estetica dionisiaca di Nietzsche, in «Koiné», Anno XIV – NN. 1-4, Gennaio/Dicembre 2007

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Sociologia della cultura
Social Network e dominio

Rocco De BiasiChe cos’è la Sociologia della cultura, Carocci 2008.
Guy DebordCommentari alla società dello spettacolo, in «La Società dello Spettacolo», Baldini & Castoldi 2013, pp. 185-248.
Christoph TürckeLa società eccitata. Filosofia della sensazione, Bollati Boringhieri 2012: premessa e capitolo 1 (pp. 9-97).
Renato CurcioL’Impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2015.
Giuseppe FrazzettoEpico Caotico. Videogiochi e altre mitologie tecnologiche, Fausto Lupetti Editore 2015, Premessa e capitoli: Playing Class Hero; Altri pianeti, altre vite; Gioco e mobilitazione della vita; Di macchine e animali; Selfie e altri punti di vista; Miti Wikipedia.
Alberto Giovanni Biuso, «La società videocratica», in L’anarchismo oggi. Un pensiero necessario – Libertaria 2014, pp. 66-71.

Un’estetica del frammento

Studio Azzurro. Immagini sensibili
Palazzo Reale – Milano
Sino al 4 settembre 2016
Video della mostra

Le immagini sono sensibili perché al tocco del visitatore prendono vita, si muovono, si spostano sui tavoli, sui tappeti, nei monitor e nello spazio. Coppie che dormono si involtano su se stesse, pozzanghere sprizzano acqua e rompono il ghiaccio al tocco delle scarpe. Una vera e propria etnoestetica fa del visitatore lo spettacolo stesso, l’opera, la performance.
I contenuti che lo Studio Azzurro ha affrontato dal 1984 a oggi sono molto diversi tra di loro ma tutti accomunati da una poetica del frammento come scheggia che riassume l’intero, solo frammento del solo mondo. Si va dalla rivisitazione di luoghi, spazi, genti e culture del Mediterraneo ai Benandanti studiati da Carlo Ginzburg, i quali proteggevano i campi e i raccolti  dagli influssi malefici attraverso il culto pagano della terra e della sua potenza.
Molto bello il video realizzato dentro il Grande Cretto di Gibellina. Tra le rovine che Alberto Burri ha trasformato in forma si muovono nella notte gli anziani, mentre una voce antica afferma che «u tempu ogni cosa scaccia, scaga».
Il lungo percorso si conclude nella grande Sala delle Cariatidi, dove un’installazione appositamente pensata per questo luogo rivisita il Miracolo a Milano di De Sica. Il visitatore si pone davanti a degli specchi, dopo qualche secondo la sua immagine scompare, sostituita da quella di un clochard -o di persone in ogni caso in difficoltà economica- che dice poche parole sulla propria storia e poi spicca il volo verso il soffitto affrescato della sala, dove la povertà diventa leggerezza.
L’ibridazione tra arti visive, video, cinema, performance, nuove tecnologie si fa racconto, movimento, suono.

Aión

 

aionAión. Teoria generale del tempo
Villaggio Maori Edizioni
Catania 2016
Collana Ellissi, 7
Pagine 132
€ 14,00

Sommario
Teoresi
Filosofia
Fisica
Antropologia
Estetica
Metafisica

 

«Nel linguaggio, specialmente in quello artistico e poetico ma non soltanto in esso, l’umano dà ordine al mondo come successione di eventi. In questa unità estetica ed estatica del tempo si compie l’esistenza umana, il suo senso, il senso del morire. Che cos’è dunque il tempo? Il tempo è la convergenza che accade d’improvviso ma scaturendo dall’eterno di identità e differenza nell’istante e nel sempre, nel Kαιρός e nell’ Aἰών»

 

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